La bellezza di un santuario mariano su un’altura delle Valli del Mincio

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Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie nell’omonima frazione del Comune di Curtatone a circa nove chilometri da Mantova, rappresenta uno degli esempi più suggestivi di gotico lombardo; la struttura è sita sulle sponde palustri del Mincio ed è teatro di numerosi pellegrinaggi mariani.

Le origini della chiesa risalgono al XIII secolo quando su un promontorio attorno ad una palude venne collocato un altarino della Madonna con Bambino che negli anni è diventato emblema di devozione dei pescatori e dei contadini del luogo.

Nei secoli venne costruito un sacello con una cappella votiva per proteggere l’immagine sacra; tra il 1399 ed il 1406 la cappella assume valori di ex voto e dopo una violenta epidemia di peste, il marchese Francesco I Gonzaga decise si fare erigere un vero e proprio complesso su progetto dell’architetto Bartolino da Novara.

Nei secoli alcune famiglie nobili mantovane fecero costruire cappelle private sia per la preghiera che per la sepoltura degli avi; anche il famoso architetto Giulio Romano ebbe diverse commissioni in tal senso, tra queste la più importante fu la costruzione del Mausoleo di Baldassarre Castiglione.

La facciata del santuario è caratterizzata da un porticato con 13 archi a tutto sesto e lunette con affreschi del XVI secolo in cotto con scene della storia della città con la costante immagine della Madonna e dei motivi miracolosi.

Il portale in stile rinascimentale in marmo rosso è caratterizzato da una lunetta nella quale è sita una Madonna con Bambino di scuola del Mantegna e sulla facciata domina una lapide voluta da Francesco Gonzaga a ringraziamento della Madonna per la peste del 1398.

L’interno ad una sola navata è caratterizzato da un soffitto con volta a crociera con affreschi floreali.

Entrando nel santuario ci si trova di fronte a due particolari stranezze, la presenza di un coccodrillo imbalsamato che penzola dal soffitto collocato nel XV/XVI secolo e la disposizione nelle impalcate di ottanta nicchie caratterizzate da una cinquantina di statue a grandezza naturale vestite fatte di tessuto e fogli di carta incollati che rappresentano episodi di pericolo con voti di intercessione alla Madonna.

Tra le varie cappelle gentilizie di notevole valore è la già citata della famiglia Castiglione con la tela di scuola di Giulio Romano raffigurante la Madonna in trono con Bambino ed i Santi Bonaventura e Francesco d’Assisi.

Le successive della famiglia Bertazzolo con pitture di Lorenzo Costa il giovane, pittore mantovano autore di affreschi tra l’altro all’interno del palazzo ducale della città virgiliana; della famiglia Aliprandi con un’icona lignea della statua della Madonna e con importanti pannelli dipinti dai fratelli Viani.
In una cappella sono conservate  le spoglie di Carlo II Gonzaga Nevers e della moglie; di notevole valore sono le opere collocate all’interno della cappella degli Zimbramonti come la pala realizzata da Francesco Bonsignori, pittore di corte dei Gonzaga assieme al Mantegna tra il 1487 ed il 1505, rappresentante San Sebastiano e vari affreschi di scuola di Giulio Romano.

Ogni anno ad agosto si celebra qui la festa dei madonnari, pittori di strada che con gessetti colorati creano grandi opere a tema sacro eprofano.

In tempi recenti sono stati eseguiti lavori di restauro e conservazione della struttura architettonica; data significativa per il santuario è il giugno 1991 con la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II, ancora oggi ricordata attraverso un busto bronzeo dello scultore Andrea Jori posizionato nel prato antistante il santuario stesso.


Visita il sito del santuario mariano: clicca qui

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