Tre santuari della cristianità alessandrina: Bruceta, Montespineto e Crea

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Sul territorio alessandrino è possibile visitare tre santuari esempi di architettura, arte e storia. Si tratta del santuario di Nostra Signora della Bruceta, quello di Nostra Signora di Montespineto e quello del Sacro Monte di Crea.

Nostra Signora della Bruceta a Cremolino è un santuario di antiche origini risalente al IX secolo. La leggenda vuole che il dipinto su pietra della Madonna, molto venerato, sia rimasto intatto dopo l’incendio di una piccola cappella durante un’incursione saracena. Dopo questo episodio miracoloso venne costruita una nuova cappella soprannominata la “Bruceta”, la Madonna seduta sul trono ha nella mano destra un libro e con la mano sinistra tiene a sè il Bambino Gesù, il quale è rappresentato nell’atto di benedire con una mano mentre con l’altra regge il globo sormontato da una croce. Il santuario, in stile romanico, ha subito svariati rimaneggiamenti e restauri tra cui il più importante quello del XIX secolo. Dell’antica struttura conserva tutt’oggi il campanile e l’abside del XII secolo accanto ad una facciata ottocentesca. Dal 1808 e confermata con una bolla papale del 1918 di Pio VII, la Bruceta è uno dei cinque santuari al mondo a godere di una particolare forma di indulgenza plenaria.

Il Santuario di Nostra Signora di Montespineto a Stazzano trae le sue origini da avvenimenti a metà tra legena e realtà. Nel 1155 gli abitanti del luogo costruiscono sul monte circostante una cappella di devozione alla Vergine Maria per averli salvati da una incursione dei soldati guidati da Federico Barbarossa. Secoli dopo nel 1620 durante l’invasione francese, la popolazione rifugiatasi nei pressi delle rovine dell’antica cappella assiste ad al miracolo di una fanciulla sordo muta che riacquista sia l’udito che la parola grazie alla presenza di una colomba che rimane per parecchi giorni a volare sopra un cespuglio di biancospino. La risonanza di tale miracolo costringe il Vescovo di Tortona a far erigere in tale luogo un Santuario (1629-1633) che viene intitolato al cespuglio miracoloso. Nel XIX secolo vengono effettuati lavori sia di restauro che di ampliamento tra i quali il restauro del presbiterio del 1839/40, l’aggiunta di un’arcata alla navata centrale e a quelle laterali nel 1866 e la decorazione della facciata in stile neoclassico. All’interno la chiesa è disposta su tre navate con tre altari di cui in uno è conservata la statua marmorea della Madonna con il Bambino Gesù del XVII secolo.

La costruzione del meraviglioso comprensorio del Sacro Monte di Crea ad opera dell’architetto Costantino Masino risale al 1589 (e si conclude nel 1612) e comprende il santuario, 23 cappelle e  cinque romitori (ossia luoghi di preghiera). La tradizione vuole che Sant’Eusebio, vescovo di Vercelli, nel 350 avesse portato in questo luogo una statua lignea della Madonna con il Bambino e ivi avesse fondato un oratorio; la Basilica avrebbe tratto le sue origini nel XII secolo da una leggenda secondo la quale il marchese Arduino d’Ivrea avrebbe avuto dalla Vergine Maria l’incarico di costruire tre chiese tra cui quella di Crea. La Basilica ha infatti origini romaniche anche se successivi lavori di recupero eseguiti durante i secoli ci hanno consegnato una imponente facciata barocca. L’interno a tre navate unisce uno stile classico antico a stucchi ed opere di epoca successiva, tra cui spiccano una preziosa tavola di Macrino d’Alba di devozione alla Vergine Maria, al Bambino Gesù ed ai Santi del XVI secolo ed un ciclo di affreschi sulla vita di Santa Margherita di Antiochia del XV secolo. Inoltre sono presenti una statua in legno della Vergine del XIV secolo, dei bassorilievi sui pilastri con motivi floreali ed animali del XII secolo e degli affreschi del Quattrocento di scuola lombardo piemontese nelle cappelle alle spalle dell’altare maggiore. Le 23 cappelle sono state realizzate in epoche differenti: un primo gruppo risale ai secoli XVI/XVII ed un secondo blocco al XIX secolo. Di notevole pregio è la cappella n.23 dedicata alla Madonna denominata “Il Paradiso” costruita nel 1598 al cui interno troviamo opere scultoree dei fratelli fiamminghi De Wespin del 1604 e ben 300 affreschi sulla volta quasi tutti da attribuire a Giorgio Alberini, allievo del Moncalvo. Altra singolare cappella è la n.16 costruita tra il 1887 ed il 1889 dedicata alla salita al Calvario di Cristo con all’interno sculture di fine XIX secolo. Dal 2003 il sacro monte di Crea e tutto il territorio circostante è stato riconosciuto Patrimonio dell'Unesco.

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