Umidità nelle murature: quali MATERIALI DA COSTRUZIONE agevolano il fenomeno?

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Un tema ricorrente e sempre attuale sul quale sono state scritte numerose pubblicazioni è quello dell’umidità nelle murature, non esiste un caso uguale all’altro perché tutto dipende dal tipo di muratura, dal suo spessore, dalla tipologia costruttiva e dai materiali di costruzione, dall’esposizione, dall’eventuale superficie di rivestimento adottata, dalla manutenzione dei sistemi di convogliamento delle acque…molteplici fattori tutti concorrono ad aumentare (o diminuire) la presenza di acqua nei muri.

 

Tra i MATERAILI DA COSTRUZIONE i più favorevoli all’acqua sono il mattone, il tufo (nelle molteplici varietà leggere), l’arenaria leggera, il calcare tenero e la malta di calce, tutti ottimi materiali da costruzione perché buoni isolanti al calore ma purtroppo quando diventano umidi (il che è piuttosto facile considerato che possiedono un alto potere di adescamento capillare) perdono questa qualità.

Al contrario i materiali pesanti come il mattone ceramico, la selce romana o il gneis delle Alpi, compatti e refrattari all’assorbimento dell’umidità del terreno, sono poi buoni conduttori del calore quindi facili a surriscaldarsi d’estate e a raffreddarsi d’inverno, quindi freddi e sgraditi al tatto specie nelle basse stagioni.

Questi materiali hanno però il grave difetto di impedire la naturale ventilazione delle murature e anche in presenza di ridotti spessori possono causare condensazione, ingenerando conseguentemente nuove problematiche legate all’umidità.

Sulla base di queste considerazioni converrebbe sempre scegliere i materiali porosi nei muri in elevazione (mattoni nelle parte alte) e materiali compatti nelle fondazioni (pietre in basso) esattamente come facevano in passato sia i Romani che i costruttori medievali, rinascimentali…

Esistono poi materiali come il tufo, poroso, che facilitano la risalita dell’acqua nei muri mentre altri, come ad esempio il travertino, cd. “cavernoso” che ostacolano la risalita dell’acqua per la presenza diffusa di vacuoli e canalicoli.

Alcuni materiali, poi, sono contraddistinti da una buona capillarità nel senso che tendono a fare evaporare l’acqua con la stessa facilità con la quale tendono ad assorbirla (è il caso del mattone) mentre altri sono contraddistinti, al contrario, da una pessima capillarità nel senso che tendono a fare evaporare l’acqua assorbita solo in superficie, trattenendola nel nucleo più interno.

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