La tradizione vitivinicola di Castel Boglione in terra astigiana

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La possibilità di scaricare su questo portale le nuove Linee guida per la conservazione e il recupero dell'architettura rurale e il paesaggio del Gal Borba, ha motivato la scelta di presentare, anche con pochi cenni storici, i 58 comuni facenti parte di questo territorio. In questo articolo parliamo di CASTEL BOGLIONE  in provincia di Asti.

Castel Boglione è un piccolo comune che appartiene alla comunità della Langa astigiana e Valle Bormida ed è caratterizzato dalla diffusa presenza sul territorio di cantine sociali che rappresentano la principale fonte di reddito del paese.

La sua storia antichissima risalirebbe all’epoca dei liguri e dei celti, successivamente fu dominio romano come luogo di luogo di raccordo tra le vie Aemilia Scauri e le attuali città di Alba, Valenza e Villa del Foro (vicino ad Alessandria) come testimoniano alcuni ritrovamenti sul territorio. Fu teatro delle invasioni longobarde come tutta la valle del Rio Boglione, nel X secolo fu edificato il castello come struttura difensiva da attacchi nemici come risulta da un documento risalente al 967 nel quale compare come possedimento del marchese del Monferrato aleramico. Tra l'XI e il XII secolo ebbe un periodo particolarmente caotico caratterizzato da lotte intestine tra le famiglie e  la chiesa di Acqui ed Asti con il marchese del Monferrato per l’accaparramento di nuovi possedimenti.

Dal borgo agreste chiamato Castelvecchio nel XIII secolo partirono alcune famiglie che diedero vita alla nascita della città di Nizza Monferrato sotto l’amministrazione di Alessandria. Questa data segnò però la decadenza del borgo governato dai marchesi del Monferrato, ma fortunatamente l’ingegno dei suoi abitanti nella valorizzazione della vite fece si che nel XVII secolo Castelvecchio oggi Castel Boglione riottenne la sua autonomia comunale anche con l’aiuto politico dei Gonzaga di Mantova.

È di questo periodo un documento datato 1606 nel quale si descrive il borgo di Castelvero come un villaggio senza castello (infatti quello antico fu distrutto nel XIII secolo durante la decadenza del Monferrato), né torre né mura attorno al ricetto e senza consiglio comunale.

Nel 1653 il senato di Casale delimitò i confini del nuovo comune di Castelvero nato l’otto aprile con un atto ufficiale del marchese di Mantova e del Monferrato. Nel XVIII secolo il territorio passò sotto il dominio di casa Savoia e dopo la parentesi napoleonica, venne annesso al regno d’Italia; nel 1863 con una ratifica ufficiale del re Vittorio Emanuele II il paese acquistò l’attuale nome di Castel Boglione.

Tra le bellezze architettoniche da ammirare la maestosa Chiesa Parrocchiale dedicata al Sacro Cuore e Nostra Signora Assunta edificata tra il 1913 e il 1953 sulla precedente parrocchiale del 1738 che versava in avanzato degrado. Il progetto era dell'ingegnere Giuseppe Gualandi di Bologna che con il padre Francesco si era già occupato delle Parrocchiali di Sezzadio e Fontanile. La decisione di non restaurare od ampliare la vecchia parrocchiale fu presa non solo dall’arciprete e dal Consiglio della Fabbriceria ma da tutti i parrocchiani che aderirono all’iniziativa promettendo le sottoscrizioni indispensabili per portare a termine l’opera. Il 22 giugno del 1913 fu benedetta e posta la prima pietra da Mons. Disma Marchese, nel 1914 la chiesa, ancora da ultimare nei decori ed arredi interni, venne inaugurata. In stile neo romanico con l’aggiunta di forme gotiche, barocche e neoclassiche, possiede tre navate ed una meravigliosa ed imponente cupola ottagonale; è a croce latina strutturata con alternanza di pietra e mattoni che offrono una splendida bicromia. All’interno la decorazione pittorica delle navate e dei cappelloni del transetto porta la firma di Carlo Frascaroli. 
 

Si segnala, a titolo di curiosità, che nel 1739 il Comune di Castel Boglione si dotò di “bandi campestri” ossia di un Regolamento di polizia rurale teso alla minuziosa tutela delle coltivazioni e soprattutto delle vigne con ammende  per i furti  di uve ordinarie-raddoppiate per uve particolari quali Moscatello, Luglienga, Passola, Malvasia,  e simili. Questo aspetto testimonia l'importanza storica della vocazione vitivinicola del comune che ieri come oggi considera questa attività economica come la principale attività di sostentamento.

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