Firenze Restaura un bando a sostegno dell’attività dei restauratori

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Scadrà il prossimo 16 giugno il bando per il sostegno al restauro dei beni mobili di interesse storico-artistico della Diocesi di Firenze promosso grazie ai fondi della Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione con l’Arcidiocesi di Firenze. L'obiettivo è quello di attivare una trentina di cantieri e laboratori, con almeno altrettanti contratti di lavoro per questa categoria.

L'importo complessivo messo a disposizione da Fondazione CR Firenze è pari a Euro 300.000, ripartito in contributi a fondo perduto di natura economica per la realizzazione dei progetti selezionati come vincitori, fino ad esaurimento dei fondi disponibili. Le proposte progettuali che verranno ritenute valide e quindi ammesse sulla base dei requisiti formali individuati e sui criteri di valutazione stabiliti dalla procedura di bando, beneficeranno di un contributo a fondo perduto compreso tra un minimo di Euro 5mila ed un massimo di Euro 20mila. Il contributo non potrà superare l’80% del costo complessivo del progetto.

La presentazione delle domande di partecipazione avverrà in formato elettronico mediante l’apposita procedura ROL attivata sul sito internet www.fondazionecrfirenze. it nella sezione BANDI TEMATICI, entro e non oltre il 16 giugno 2020.

Quali sono le linee di intervento?

Le linee di intervento riguardano il restauro conservativo dei beni mobili di interesse storico artistico di proprietà degli enti religiosi della Diocesi di Firenze con sede nel Comune di Firenze e nella relativa area metropolitana. 

Chi può partecipare?

Possono partecipare gli enti religiosi della Diocesi di Firenze, compresi nel territorio di intervento compreso nel Comune di Firenze e nella relativa area metropolitana, che siano proprietari dei beni mobili di interesse storico/artistico di cui si propone il restauro.

Quali progetti sono ammissibili?

I beni mobili da restaurare devono essere conservati presso le chiese di Firenze o di uno dei comuni compresi nella relativa area metropolitana e ne deve essere garantita l’esposizione al pubblico e la fruibilità.

Ecco le categorie ammesse a contributo: dipinti su tela e su tavola, sculture lignee, lapidee, bronzee, e modellata in cera e cartapesta, stucchi, terracotte e terracotte invetriate, commesso di pietra dura, scagliola, paramenti liturgici tessili e paliotti, arredi lignei, volumi religiosi e opere su carta, oggetti di oreficeria sacra e reliquiari, apparati decorativi pittorici.

I Restauratori individuati dal soggetto richiedente per la realizzazione dei restauri (siano essi liberi professionisti o riuniti in cooperative o società) dovranno essere figure che la normativa vigente abilita all’esercizio di attività professionali in materia di restauro su beni culturali mobili (elenchi pubblici MIBACT).

Sono necessarie quote di cofinanziamento?

La presenza di una quota di cofinanziamento è condizione obbligatoria e questa deve essere almeno pari ad almeno il 20% del budget complessivo dell’iniziativa. Tale cofinanziamento potrà essere costituito da risorse interamente messe a disposizione dal richiedente e/o acquisite da altri finanziatori. 


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