Nel mese di dicembre si sono conclusi i lavori di restauro del corpo della chiesa di San Michele, che hanno interessato la copertura e le facciate (intonaci e coloriture); entro marzo prenderà avvio il cantiere di recupero del campanile tardo duecentesco.
Le fonti documentarie attestano che l’attuale chiesa parrocchiale di San Michele è stata edificata tra il 1629 e il 1630, in sostituzione di un precedente edificio tardo duecentesco, del quale si conservano i muri laterali e la torre campanaria quadrangolare.

Per il campanile è previsto, in prima fase, l’allestimento delle ponteggiature sulle quattro facciate, al fine di consentire le operazioni di disinfestazione dal guano di piccione nella cella campanaria e nel sottotetto e la disinfezione antibatterica contro germi patogeni e saprofiti. Il trattamento sarà eseguito mediante irrorazione a bassa pressione di soluzioni a base di sali quaternari di ammonio, affiancate da prodotti specifici applicati con pompe a spalla per la disinfestazione.
Seguiranno le verifiche sulla copertura, che, pur non presentando condizioni critiche, richiede controlli puntuali e la sostituzione localizzata degli elementi del manto ammalorati. L’assenza di linee di gronda e pluviali sul campanile, con lo smaltimento delle acque meteoriche demandato alla copertura principale della chiesa, ha favorito fenomeni di ruscellamento e la formazione di croste nere in particolare in corrispondenza della cella campanaria, che saranno rimosse in fase di intervento.
Gli sporti, le cornici, i rilievi e gli elementi decorativi maggiormente esposti saranno protetti mediante la posa in opera di lamine di piombo sagomate in opera, con opportuna sigillatura a malta e, ove necessario, tassellatura meccanica. Contestualmente verrà installato un impianto elettrostatico di allontanamento volatili, comprensivo di progettazione, posa e messa in esercizio dei dispositivi sui cornicioni e sulle aree di stazionamento dei piccioni.
Le facciate del campanile saranno oggetto di risanamento superficiale della cortina laterizia mediante trattamenti biocidi contro colonie di microrganismi e successiva rimozione meccanica dei depositi. È prevista inoltre l’estrazione dei sali solubili presenti in superficie (sui prospetti esterni e sulla volta del piano terreno), anche quale residuo di precedenti interventi di pulitura, tramite impacchi con carte assorbenti e acqua demineralizzata fino a completa saturazione ed estrazione.
Si procederà quindi al consolidamento delle fessurazioni, previa accurata pulizia degli interstizi e iniezioni localizzate di miscele leganti, così da ripristinare la continuità muraria del paramento. Nelle porzioni in cui gli elementi laterizi risultano slegati dalla tessitura si interverrà con cauta rimozione, consolidamento delle malte circostanti e riposizionamento, sulla base di saggi preliminari per la ricostituzione delle malte originarie; dove i mattoni sono irrimediabilmente degradati si adotterà la tecnica del cuci‑scuci.
In fase finale è prevista la ripresa generalizzata delle stilature: scarnitura delle malte cementizie incongrue, salvaguardia dei tratti storicamente conservabili, stuccatura dei giunti con malte a base di calce e inerti compatibili. In corrispondenza delle bifore della cella campanaria, di alcune monofore e della cornice sommitale in laterizio, dove permangono residui di un vecchio intonaco di calce fortemente decoeso, verrà realizzato un nuovo intonaco a base di grassello di calce idraulica spenta, compatibile con i supporti storici.
Saranno oggetto di restauro anche tutte le opere in ferro presenti all’esterno e all’interno del campanile come la croce sommitale, i bolzoni capochiave e le catene di collegamento presenti; i telai curvilinei della cella campanaria, la cancellata di ingresso al piano terra e l’inferriata della monofora.

Sarà oggetto di intervento anche la scala lignea interna del campanile che si presenta, almeno da una semplice analisi visiva, in buono stato di conservazione.
Per questa ragione l’intervento si limiterà al mantenimento in efficienza della struttura lignea con parziale riparazione e revisione dell’intelaiatura esistente, con eventuale rinforzo delle parti deboli e fatiscenti mediante l’uso di angolari e traverse e di sistemazione della ferramenta originale.






