La storia ricca di tradizione del Comune di Morbello nell’alessandrino

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La storia ricca di tradizione del Comune di Morbello nell'alessandrino

Il Comune di Morbello in provincia di Alessandria è caratterizzato da un territorio collinare formato da boschi di castagni, querce e dalla presenza di svariati ruscelli, il comune è piuttosto noto anche per la produzione vitivinicola riconducibile alla produzione di Dolcetto d’Acqui, Brachetto, Barbera del Monferrato e Moscato.

Tutto il territorio conserva antiche fornaci cave di pietra, di marmo, di lignite e tramanda la tradizione secolare del vimini nella produzione di ceste impiegate nelle damigiane.

La storia di Morbello è antichissima: i primi insediamenti risalgono a circa 100 mila anni fa come in altre zone dell’ alessandrino anche qui si stanziarono i Liguri Statielli. 

Dopo il fiorente periodo romano per alcuni secoli il sopraggiungere di orde barbare portò soltanto guerre, saccheggi e morti; solo con l’egemonia di Carlo Magno si tornò ad un periodo di ordine sia organizzativo che legislativo. Nel X secolo Morbello diventa feudo degli Aleramici con l’investitura da parte di Ottone I. Successivamente passò ai marchesi del Bosco per poi diventare feudo di Genova.

Nel XVI secolo Morbello diventa possedimento della famiglia Beccaro, atto storico documentato riguarda l’investitura feudale di Bartolomeo Beccaro ad opera del duca di Mantova avvenuta ad Acqui nel 1589; in tale occasione venne concesso alla famiglia il baronato. Nel XVII secolo Morbello è diventato possedimento della famiglia genovese Centurione e in seguito dei Savoia.

Monumenti da visitare: i ruderi del Castello

Da visitare i ruderi del Castello ubicato su un'altura  le cui pendici sono circondate da valli fluviali scavate dai rii Lavandera, Pezzale e Fossato. 

Con ogni probabilità edificato per contrastare le incursioni saracene fu in principio degli Aleramici per poi diventare proprietà dei Marchesi del Bosco.

Tra il XIV e XV secolo il castello subì saccheggiamenti e distruzion per tornare a nuovi splendori nel XVI secolo grazie ad importanti lavori di ricostruzione ed ampliamento voluti da Bartolomeo Beccaro che decise di trasferire qui la sua famiglia. Nei secoli successivi soprattutto nel XVII secolo in conseguenza della guerra per il dominio sul Monferrato, venne nuovamente distrutto e saccheggiato dagli spagnoli; da questo momento non si hanno notizie e documenti storici sul maniero ma si deduce che i vari proprietari succeduti non si impegnarono in alcun lavoro di recupero. Recenti sono i lavori di recupero e consolidamento dei ruderi spesso utilizzati per rievocazioni storiche. Da ammirare anche la cinta muraria costruita con pietra arenaria con la torre a base quadrata divisa in più piani; all’interno con ogni probabilità erano presenti delle scale di ferro e forse un loggiato (andati completamente distrutti).

   

Chiese parrocchiali, cappelle rurali e campestri

Da segnalare in frazione Piazza la Chiesa di San Sisto che pare risalga al lontano 759 e non si sa quando sia eretta a parrocchia. A ridosso della chiesa vi era il cimitero benedetto nel 1680 che vi rimase per molti anni fino al suo trasferimento in località Monte Oliveto, nel 1836. Lo stile della chiesa è romanico con tre navate sostenute da sei colonne di blocchi di pietra lavorata. Di grande valore e bellezza sono il coro e la sacrestia in noce massiccia.

Da ammirare la Chiesa parrocchiale di San Rocco in frazione Costa che si pensa sia stata edificata intorno al 1000 come semplice cappella rurale dedicata all’Assunzione. Con certezza però si può affermare che solo nel 1627 fu eretta in cappellania e vi prese stanza l’oratorio e confraternita dell’Annunciazione di Maria. Nel 1840-45 la chiesa fu ricostruita in stile barocco con pianta a croce greca.

La Chiesetta di S. Anastasia pur avendo sembianze antiche è stata ricostruita agli inizi degli anni 90 in seguito ad una demolizione del 1967. Sorge  nella zona denominata Val Nazzo ad est di Morbello su un piccolo colle a pochi passi dalla strada provinciale che da Morbello porta a Cassinelle.

Anche la Chiesa di Sant'Anna nasce come cappella rurale in Regione Caviglie, appartenente alla parrocchia di Morbello Costa è citata già nel 1573 nel libro dei “consegnamenti” conservato nell’archivio comunale. E' stata varie volte restaurata e attualmente  è in discreto stato di conservazione per le amorose cure che gli abitanti di questa frazione le attribuiscono.

La Chiesetta di Sant'Antonio è la più piccola cappella campestre in località Valle, costruita nel 1676  è tra le più amate dalla popolazione a cui rimane tradizionalmente legata. Ogni anno si celebra la Santa Messa ed in tale circostanza avviene la tradizionale distribuzione del pane benedetto.

Ricordiamo ancora altri due piccoli edifici religiosi: la Chiesa di S.Croce dei Vallosi appartanente alla parrocchia di Costa che è la più grande fra tutte le cappelle di Morbello e la Chiesa di Nostra Signora della Pace in località Prà d'Orso vicino alla strada che dalla località Cascinazza porta a Cimaferle di Ponzone.

Morbello e il territorio del G.A.L. Borba

Morbello è uno dei 58 comuni facenti parte del GAL Borba. Clicca sul link arancione per scaricare le nuove Linee guida per la conservazione e il recupero dell'architettura rurale e il paesaggio del Gal Borba.


 

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