La Torre di Almese e l’incontro con l’architetto Alfredo D’Andrade

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Abbiamo già dedicato un paio di articoli alla bellissima Torre del ricetto San Mauro nel Comune di Almese e depositato da poco il progetto di restauro presso gli enti di tutela al fine di avviare quanto prima lavori di recupero di questo importante bene culturale della Val di Susa.

Oggi però, vogliamo fare una digressione storica per dimostrare l'importanza di questa torre scelta come tipologia emblematica nell'ambito delle torri della Bassa Val di Susa

Raccogliendo informazioni storiche sulla torre, abbiamo avuto modo di scoprire la sua presenza in una storica tavola realizzata nel corso dell’ultimo quarto del XIX secolo dall'architetto Alfredo D’Andrade a scopo espositivo e di archiviazione (in proposito si richiama l'interessante volume AA.VV., Architetture verticali e vulnerabilità sismica. Torri e campanili in Piemonte, Altra Linea, Quaderni di Ananke, 2017, che offre questo importante spunto a pagina 57).

La tavola in questione, composta personalmente da Alfredo D’Andrade e realizzata su un cartoncino azzurro, contiene sei fotografie e un disegno di sua mano e registra la natura e lo stato di conservazione di alcune torri della Bassa Valle di Susa, in particolare quelle di Pianezza, Almese, Trana e Villarbasse.

Il disegno a matita, con appunti, della Torre di Villarbasse è autografo dello stesso D’Andrande stesso mentre le fotografie della Torre del Colle presso Villar di Almese, del castello di Trana, dell’antica torre di Pianezza, della castello di San Mauro presso Almese sono di Carlo Nigna, databili intorno al 1887.

Sappiamo che l’interesse per le peculiarità costruttive delle emergenze verticali storiche è sempre stato molto sentito nel campo del restauro architettonico, lo insegna uno dei padri del restauro, Viollet-le-Duc, che ha dedicato ben centoventidue pagine del suo Dictionnaire alla voce “tour” e altrettante alla voce “clocher”, analizzando con minuzia di particolari i portati architettonici di queste strutture, gli stessi che oggi sono presi in considerazione nell’analisi di valutazione del rischio sismico.


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Nel 2002 la torre è stata concessa (insieme ai locali ad essa adiacenti) in comodato d’uso gratuito al Comune di Almese per un periodo di trent’anni.

Durante questo lasso temporale, e precisamente tra il 2003 e il 2006, sia torre che parte del ricetto sono stati oggetto di un intervento di recupero terminato nel 2006 teso alla parziale riqualificazione del borgo e alla rinfunzionalizzazione di alcuni spazi come ambienti espositivi, purtroppo però non è stato possibile garantire l’accessibilità di tutti gli spazi con eliminazione delle barriere architettoniche.

Successivamente, nel 2016, il Comune di Almese ha promosso un nuovo progetto di restauro e rinfunzionalizzazione del borgo San Mauro e nello specifico degli edifici di proprietà comunale in disuso facenti parte della porzione nord dell’aggregato storico, sottoposti a vincolo di tutela ex Decreto Legislativo n. 42/2004 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio: purtroppo però i fondi per attuare questo intervento non sono stati mai reperiti e allo stato attuale i manufatti comunali della porzione nord versano in pessimo stato di conservazione.

Nel luglio 2019 infine, è stato consegnato agli enti di tutela il progetto di restauro e consolidamento della torre a seguito del quale è ambizione della proprietà procedere al suo recupero nel rispetto della sua immagine originaria.

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