Il progetto archeologico della villa romana del Varignano

Print Friendly, PDF & Email

Il progetto archeologico della villa romana del Varignano

Nel 2006 la villa romana del Varignano è entrata a far parte del sistema teatri antichi romani della Liguria che vuole promuovere e valorizzare i siti archeologici regionali; il progetto è stato realizzato dal polo museale della Liguria con alcuni comuni sia della riviera di levante che di ponente.

Varignano è una frazione del Comune di Portovenere inserito insieme alle Cinqueterre nei siti patrimonio dell’umanità Unesco, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi della regione con il suo porticciolo con il lungomare sul quale si affacciano le tipiche strette case della riviera di levante dipinte da colori vivaci. Di importanza il maestoso castello che domina il golfo e la splendida chiesa romanica di San Pietro a picco sul mare; di maggiore approfondimento la lettura di un mio articolo sulla zona.

Proprio nella frazione di Varignano è stata rinvenuta una villa romana marittima con annessa darsena e banchina, oltre alla presenza di impianti per la produzione e l’esportazione di olio. 

La villa è venuta alla luce attraverso scavi condotti dal 1967 al 1986 quando un gruppo di archeologici ebbe modo di ritrovare un complesso tardo repubblicano sito al fondo di una ridente valle ricca di acque non molto lontana dal mare circondata da terreni agricoli ad oliveto forse anche da boschi e pascoli.

La villa rappresenta un unicum nel territorio regionale; inoltre aveva una doppia funzione come sede di un’importante azienda agricola e luogo di svago e di riposo.

Era composta dalla zona patronale (pars urbana di 1320 mq), dalla parte produttiva (pars fructuaria con 1760 mq), dalla corte (4800 mq) che fungeva da luogo di lavorazione con il frantoio per l’olio. Gli appartamenti residenziali avevano uno sviluppo orizzontale con atri con pavimentazione a mosaico; nella parte produttiva erano presenti due torchi per la spremitura delle olive, vasche di decantazione ed una cella olearia a cielo aperto.

Dal primo secolo d.C. annesso alla villa esisteva un impianto termale con le varie sale del calidarium, sudatorium, tepidarium e frigidarium, attorno ad una grande vasca con fontana. Ciò che è rimasto testimonia la presenza di una grande cisterna a due navate di importante capacità con soffitto a volta considerato unico nel suo genere rispetto ad altri edifici romani dell’Italia settentrionale.

Il progetto della Regione Liguria mira ad intervenire su uno degli storici casali della zona (casale Turra) edificato nel 1717 sulla struttura di uno dei due atri della parte abitativa della villa romana, si prevede la realizzazione di uno scavo archeologico mirato al recupero dell’edificio.

Il primo nucleo della villa è datato nel periodo successivo alla fondazione della colonia di Luni  avvenuta nel 177 A.C. quindi attorno al 155 A.C. anno nel quale i Liguri Apuani vennero sconfitti dai romani donando la pace nel territorio. Nel primo secolo A.C. la costruzione originale venne sostituita da un nuovo complesso residenziale, successivamente vennero apportate altre modifiche e la villa rimase abitata fino al VI secolo D.C..

Dopo un periodo di abbandono furono i monaci olivetani a dar nuova vita al sito con la costruzione di tre casali rustici sulle fondamenta della grande cisterna, dei porticati della corte e di uno dei due atri della parte residenziale. Quest’ultimo casale chiamato Turra fu abitato fino agli anni ottanta del secolo scorso, il progetto di recupero è suddiviso in due fasi di cui la prima prevede “lo scavo archeologico del sedimento sottostante il casale con lavori di restauro recupero si procede ad uno studio minuzioso sui mosaici pavimentali valutando le parti da mantenere in vista di pregio ed interesse artistico". La seconda fase si occupa dei lavori sullo stabile con il recupero ed il consolidamento delle murature, dei solai e della copertura. L’intervento previsto è parte di un più vasto progetto che ingloba oltre la villa romana anche il convento degli olivetani nella località delle Grazie ed i tesori architettonici e naturalistici di Portovenere.


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php