Le agevolazioni fiscali a favore dei proprietari di “beni culturali”

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Le agevolazioni fiscali a favore dei proprietari di "beni culturali"

I proprietari di beni culturali se da un lato hanno il dovere della manutenzione e della conservazione del bene dall'altro beneficiano di importanti agevolazioni fiscali.

In materia di imposte sui redditi, il legislatore riconosce benefici fiscali a favore dei proprietari sia in sede di determinazione del reddito di fabbricati da indicare nella dichiarazione annuale dei redditi sia in occasione di interventi finalizzati alla manutenzione, protezione o restauro di beni culturali immobili. Poiché in materia di agevolazioni fiscali la normativa di riferimento è soggetta a frequenti variazioni, si invita a voler sempre verificare con il proprio commercialista eventuali modifiche sopraggiunte.

La normativa vigente prevede una generale deducibilità dal reddito delle spese di manutenzione, conservazione e restauro di beni storico artistici, etnoantropologici e architettonici, pertanto i soggetti proprietari o che comunque possiedono o detengono beni mobili o immobili vincolati, di cui al D.Lgs. 42/2004 e smi, i quali sostengono spese di manutenzione, protezione o restauro dei beni stessi, possono usufruire della detrazione fiscale per oneri, di cui all'art. 15, c. 1, lett. g), del TUIR, per un importo, attualmente, pari al 19% delle spese sostenute, nella misura effettivamente rimasta a loro carico. Le spese ammesse possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi. 

Fatte salve le opportune verifiche presso i competenti uffici, la disciplina IMU e TASI prevede una agevolazione per i fabbricati ai quali è stato riconosciuto un particolare pregio storico, artistico o architettonico: la riduzione al 50% della rendita catastale al fine del calcolo della base imponibile. Si tratta comunque di una agevolazione da computare con le dovute accortezze, visto che il presupposto è tutt'altro che semplice da realizzare. La riduzione IMU: Alla lettera a) dell'art. 13, comma 3, del D.L. n. 201/2011 è prevista la riduzione al 50% della base imponibile per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all'art. 10 del D.Lgs. n. 42/2004 e smi e pertanto solo con decreto formalizzato di vincolo diretto.

Ai fini TASI, nel provvedimento istitutivo di cui alla Legge n. 147/2013, mancava una specifica norma, ingenerando qualche dubbio circa l'effettiva possibilità di applicare il beneficio anche a tale tributo. Sul punto è intervenuto il Ministero con le risposte FAQ del 04.06.2014 (ad oggi non ancora formalizzate in un documento ufficiale) che hanno confermato come detta riduzione debba applicarsi anche alla TASI.

Ai sensi dell'art.1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, "Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo", convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i., è stato introdotto un credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il c.d. Art bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale. Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.

Poichè si tratta di aspetti complicati e in continua evoluzione si suggerisce di essere affiancati da professionisti esperti in materia di tutela dei beni culturali al fine di procedere con le dovute attenzioni e nel rispetto delle prescrizioni previste ed imposte dalla legge.

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