Come rifare un vecchio tetto

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Una copertura in totale stato di abbandono è il più delle volte davvero irrecuperabile eppure basterebbero periodiche operazioni manutentive per garantire una più durevole durata.

Tutti gli interventi di adeguamento tesi a garantire un miglioramento delle prestazioni di benessere devono essere anticipati da azioni preventive finalizzate alla valutazione dello stato di conservazione di tutti gli elementi facenti parte della copertura.

In fase di recupero, dovendo adeguare l’intervento alle nuove necessità prestazionali del tetto, principalmente legate al contenimento dei consumi energetici e al miglioramento della tenuta nei confronti dell’aria, del vento e della neve, occorrerà prestare la massima attenzione all’incompatibilità di certe operazioni che poco hanno a che fare con la salvaguardia dei caratteri costruttivi originali.

Capita infatti sempre più spesso che per problematiche legate alla difficoltà di reperimento del materiale originario e di manodopera, non sempre in grado di eseguire i lavori secondo le regole costruttive tradizionali, i manti di copertura originali in lose siano sostituiti con altri in lamiera o in tegole di cemento, mutando talvolta anche l’inclinazione delle falde con perdita dei caratteri peculiari che ne caratterizzano l’identità originaria.

Per questa motivazione, quando possibile, è sempre consigliabile la conservazione della struttura lignea esistente effettuando interventi di riparazione, rinforzo o provvedendo in caso di necessità a sostituzioni puntuali di singoli elementi non sanabili.

Nel caso di interventi di manutenzione straordinaria o di riparazioni circoscritte si consiglia di non alterare la forma, la dimensione e i materiali esistenti.

Dovendo intervenire su tetti in pietra è consigliabile la conservazione del manto originale e dovendo inserire strati coibentanti si consiglia di intervenire operando dall’intradosso della copertura.

Nel caso in cui sia indispensabile provvedere alla rimozione del manto originale in pietra, si consiglia di procedere allo smontaggio degli elementi lapidei con attenzione per poi provvedere al loro rimontaggio operando, dove necessario, eventuali sostituzioni con elementi similari per forma, dimensione, materiale e colore.

Nel caso in cui, sulla copertura in pietra siano già state effettuate operazioni manutentive con abbinamento di tegole laterizie alle lose, è possibile mantenere la situazione inalterata.

Intervenendo su tetti in coppi si consiglia di effettuare la cernita degli elementi ancora sani in modo da riporli in opera ricostruendo il doppio strato ed eventualmente inserendo elemento nuovi nello strato inferiore e gli elementi recuperati in quello superiore. E’ sempre consigliabile l’inserimento di sistemi per il corretto convogliamento delle acque meteoriche (grondaie e pluviali).

Dovendo intervenire su abbaini, comignoli e muri tagliafuoco si consiglia il rispetto delle regole costruttive, dei materiali e delle forme originali.

Eventuali nuovi comignoli necessari per l’adeguamento abitativo della costruzione devono essere associati ad una sola canna fumaria ed avere preferibilmente pianta quadrata o rettangolare, rispettando le tecniche e tipologie costruttive della tradizione locale. Per il fusto di nuovi camini si consiglia l’uso di pietra o mattone a vista con giunti di malta di calce aerea, eventualmente idraulicizzata.

La realizzazione di nuovi abbaini è ammissibile per interventi di recupero dei sottotetti ma è consigliabile che siano di modeste dimensioni, singoli e che riprendano nella morfologia e nei materiali le forme tradizionali, con copertura a due falde e manto dello stesso materiale del tetto in cui si inseriscono, il loro numero deve comunque essere ridotto al massimo un abbaino per falda.

consigliati INTERVENTI COMPATIBILI

  • manutenzione periodica con sostituzione elementi ammalorati ed inefficienti;
  • eliminazione vegetazione infestante;
  • riparazione manti di copertura esistenti con elementi e tecnologie analoghe all'esistente;
  • riparazione con inserimento elementi di rinforzo o sostituzione di singoli elementi delle orditure  minute, principali o secondarie delle strutture di sostegno;
  • posa in opera canali di gronda (quando possibile), pluviali e scossaline.

 

consentiti INTERVENTI DA ATTUARE CON CAUTELA

  •  realizzazione di cordoli sommitali di consolidamento o inserimento di travi radici (dormienti) al sommo delle murature;
  •  sostituzione delle strutture di copertura esistenti nel rispetto delle tecniche e dei materiali tradizionali;
  • realizzazione di nuove coperture, specie su edifici che ne sono privi a causa di dissesti o di avanzatissimo degrado, anche con elementi metallici ma con manti in lose di pietra, coppi e tegole marsigliesi.

 

incompatibili INTERVENTI INCOMPATIBILI

  • realizzazione di nuovi manti con tegole in cemento, in fibrocemento, con teli o elementi plastici, con laterizi di forme diverse da quelle tradizionali (coppi e marsigliesi);
  • realizzazione di manti di impermeabilizzazione con guaine bituminose o altra soluzione a vista;
  • realizzazione di manti in lamiere grecate (se non come intervento provvisionale di presidio);
  • trasformazione di tetti a falda in coperture piane;
  • inserimento di lucernari o abbaini o altri elementi che interrompano la continuità delle falde (ad eccezione dei comignoli e di sfiati tecnici);
  • costruzione (o sostituzione di tetti a struttura lignea) di solette in calcestruzzo di cemento armato (anche prefabbricate) o di laterocemento;
  • realizzazione di nuovi sporti di gronda che superino gli sbalzi tradizionali;
  • accorpamento di falde autonome in caso di recupero di due o più edifici contermini.

 

2 pensieri riguardo “Come rifare un vecchio tetto

  • Arch. Antonella B. Caldini
    30 Maggio 2018 in 11:39
    Permalink

    Buongiorno, come avrà avuto modo di vedere visitando il nostro portale i manti analizzati sono quelli strettamente legati alla tradizione storica dei nostri luoghi e quindi con orditura lignea e manto in cotto.

    Se necessita di una consulenza tecnica su casi specifici utilizzi il form alla sezione CONSULENZA, allegando delle immagini fotografiche se lo ritiene necessario e formulando un chiaro quesito.

    Cari saluti, Antonella Caldini

  • 30 Maggio 2018 in 10:48
    Permalink

    Salve , 

    volevo avere delle informazioni sul restauro e recupero di manti metallici di coperture ,

    grazie 

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